Mediante l'uso di tutte le sue facoltà mimiche, ha imparato a produrre i suoni in modo completo.
Ora comincia a cantare, consapevole momento per momento e dovrai mantenere il suono senza sforzo.
Giunta alla fine del respiro, rimani come svuotata, magari anche per un solo istante, prima che il ventre (e non l'addome) accolga di nuovo l'aria.
Impara a cantare il suono nel suo nome sanscrito: i suoni DO RE MI FA SOL LA SI DO in sanscrito si chiamano SA RI GA MA PA DA NI SA.
NB. la lineetta (_) che talvolta comprare ai piedi della nota SA_ significa che si tratta di un SA di un'ottava superiore.
1° Esercizio: scala ascendente e discendente (I, V, VIII)
SA PA SA_ PA SA
a a a a a
e e e e e
o o o o o
i i i i i
u u u u u
m m m m m
sabato 6 febbraio 2016
venerdì 5 febbraio 2016
tecnica dell'OM: AUM
Siediti comodamente, con il busto eretto,
gli occhi sono chiusi,
porta la tua concentrazione all'ombelico.
gli occhi sono chiusi,
porta la tua concentrazione all'ombelico.
- Inspira profondamente e lentamente,
- trattieni il fiato,
- canta il suono "AUM" così: parti dalla tonica bassa con il suono "A" e crescendo gradatamente di tonalità con un lungo glissato passa al suono "U" fino ad arrivare al suono "M" un'ottava più alta al terzo occhio. Senti l'energia che gradatamente sale verso l'alto.
- trattieni continuando a sentire il suono mentalmente.
Ripeti l'esercizio circa 10 volte
IMPORTANTE: ricorda che i tempi di inspirazione e intrattenimento devono essere uguali e basati sul Ritmo Naturale
BENEFICI: conversione dell'energia emotive bloccate in energia positiva, pulizia mentale.
BENEFICI: conversione dell'energia emotive bloccate in energia positiva, pulizia mentale.
giovedì 4 febbraio 2016
Tecnica dell'OM: canto della M (Shivam Granthi)
Siediti comodamente con il busto eretto
gli occhi sono chiusi
siediti comodamente
siediti comodamente
porta la tua concentrazione al terzo occhio (il punto in mezzo alla fronte), incrociando gli occhi senza corrugare la fronte
- inspira profondamente e lentamente, naturalmente
- trattieni il respiro al terzo occhio
- canta il suono M sulla tua nota Tonica, l'Ottava più alta, parti con il suono "A" nella gola per dare slancio poi delicatamente trasformalo subito in M inviando la vibrazione sulla superficie cranica
- trattieni
Ripeti l'esercizio circa 10 volte
IMPORTANTE: ricorda che i tempi di inspirazione e intrattenimento devono essere uguali e basati sul Ritmo Naturale
Benefici: tranquillità cosmica, connessione al Superconscio, concentrazione, chiarezza di pensiero, intuizione, calma, serenità, potenziamento di tutte le facoltà cerebrali.
mercoledì 3 febbraio 2016
Tecnica dell'OM: canto della U (Vishnu Granthi)
Siediti comodamente con il busto eretto
gli occhi sono aperti
guarda dritto davanti a te, immagina qualcosa di bello, un paesaggio naturale, un'immagine significativa
guarda dritto davanti a te, immagina qualcosa di bello, un paesaggio naturale, un'immagine significativa
porta la tua concentrazione al cuore
- inspira profondamente e lentamente
- trattieni il respiro al cuore, sorridi lentamente con le labbra, con leggerezza, senza irrigidirle.
- canta il suono U sulla tua nota dominante, la quinta; fai vibrare le labbra (come se pronunciassi una V), canta forte a piena voce, fai espandere la vibrazione su tutto il vios fino agli occhi, visualizza il suono che esce dagli occhi come un sorriso.
Ripeti l'esercizio circa 10 volte
IMPORTANTE: ricorda che i tempi di inspirazione e intrattenimento devono essere uguali e basati sul Ritmo Naturale
Benefici:
osservazione del mondo esteriore, contatto con gli altri, gioia forza e felicità, liberazione di energia sotto forma di gioia incondizionata, massaggio benefico muscoli del viso degli occhido esteriore, pulizia della pelle del viso.
martedì 2 febbraio 2016
tecnica dell'OM : canto della A (Brahma Granthi)
Siediti comodamente con il busto eretto
gli occhi sono chiusi
porta la tua concentrazione all'ombelico
- inspira profondamente e lentamente spingendo dentro la pancia
- trattieni il fiato all'ombelico
- canta il suono A sulla tua nota tonica con le labbra leggermente aperte ( produci un suono delicato, senti che il suono nasce dall'ombelico oppure va lì; cantando rilassa il corpo come un pallone che si sgonfia)
- trattieni il fiato lasciando leggermente dischiuse le labbra
Ripeti l'esercizio circa 10 volte
IMPORTANTE: ricorda che i tempi di inspirazione e intrattenimento devono essere uguali
Benefici: osservazione distaccata di sé, comprensione di sé, coscienza degli aspetti positivi e negativi senza emozioni, calma fisica e mentale, capacità di discriminare e valutare, lucidità mentale senza dispersione di energia, aperturadei Nadi, Attivazione del sistema immunitario.
domenica 31 gennaio 2016
PREGHIERA E CIMATICA
Gli studi di Chladni e Jenny sugli effetti del suono
ci aiutano a comprendere
che la preghiera non è una forma di superstizione
bensì un modo per creare o riportare ordine intorno a sé,
ricavandone un senso di armonia interiore e quindi di benessere.
Due sono gli elementi fondamentali della preghiera:
ci aiutano a comprendere
che la preghiera non è una forma di superstizione
bensì un modo per creare o riportare ordine intorno a sé,
ricavandone un senso di armonia interiore e quindi di benessere.
Due sono gli elementi fondamentali della preghiera:
- le parole parole con il loro significato
- l'effetto non meno importante della vibrazione che esse procurano.
estratto dal CD "La via verso l'infinto"
Elvira Pisaturo, Giovangiuseppe Fiorillo,
Edizioni REDsabato 30 gennaio 2016
Esercizi di respirazione energetica di Leboyer
E
I
O
U
M
Questi semplicemente sono i suoni che
imparerai, che apprenderai di nuovo a riprodurre perfettamente.
Significa mettere a frutto e utilizzare tutte le facoltà espressive
del tuo viso, la sua mobilità. Proprio come hai già imparato ad
utilizzare il respiro nella sua pienezza.
A
La prima lettera dell'alfabeto, il
primo suono che il bambino pronuncia: ma
Presto egli
lo dice due volte ripetendolo come un'eco: ma ma pa pa!
Bada bene adesso la bocca deve essere
completamente spalancata.
Questa apertura non deve nascere da uno
sforzo, bensì da un rilassamento del volto.
Stupirsi, ammirare, e non... mordere!
E
dopo la A ben aperta, stupita, la tua
bocca risplende ora di un luminoso sorriso: la E affascinata
O
ora la bocca rinuncia alla sua
passività, o meglio alla sua morbidezza e comincia a muoversi.
Le
labbra si richiudono formando una fessura stretta e tondeggiante
mentre le sopracciglia si sollevano esprimendo felice sorpresa OOOO
I
e mentre le sopracciglia si abbassano
la bocca ritrova la sua ampiezza. Ritorna il sorriso, ancora più
radioso. All'inizio ci vuole un grande sforzo, non muscolare ma di
concentrazione, per distanziare tra loro gli angoli della bocca e
dare a questo sorriso la sua pienezza, la sua grazia, tutto il suo
potere di seduzione.
U
Dopo questa festa dell'espressione,
dopo questo saluto al mondo, ritorna l'astrazione, inizia il ritorno
alle sorgenti della quiete.
La bocca semi aperta come se tu stessi
dando un bacio, o rivelando un segreto, mentre le sopracciglia
tornano a sollevarsi, reclamando grande attenzione per la U.
M
Ora la bocca è di nuovo chiusa.
Tuttavia dietro le labbra posate una sull'altra i denti non riposano,
affinché vi sia spazio per questo nuovo suono e la distensione del
viso divenga perfetta.
Ora i tratti del volto sono totalmente
inespressivi; in questo momento hai trasceso l'inquieto mondo delle
emozioni, l'hai lasciato alle spalle.
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Mediante l'uso di tutte le tue facoltà
mimiche hai imparato a produrre i suoni in modo completo.
Ora
comincia a cantare, consapevole in ogni momento che dovrai mantenere
il suono finché ti riuscirà senza sforzo.
Giunta alla fine del
respiro, rimani come svuotata, magari anche per un solo istante,
prima che il ventre, e non l'addome, riaccolga di nuovo l'aria.
venerdì 29 gennaio 2016
Veronica e il sole
Veronica sapeva suonare.
L'aveva sempre saputo, era nata così.
Capiva la musica e la sentiva in ogni cosa; sentiva la musica del mare, quella della montagna, e quella del vento.
Capiva però anche la musica del macinino da caffè, quella dell'asciugacapelli e quella del "tu-tuuu" del telefono libero.
Il mondo per lei era come un grande concerto.
Quando usciva di casa aveva sempre in tasca un flautino di legno.
Se le capitava di parlare con qualcuno e di non riuscire a spiegarsi con le parole, tirava fuori lo strumentino e intonava una melodia: come per magia tutto diventava più chiaro per chi l'ascoltava. Se vedeva qualcuno litigare, la bambina soffiava nel suo flauto e subito gli animi si calmavano. Se incontrava qualcuno che era triste, Veronica suonava e il groppo della tristezza si scioglieva.
Ora accade che un giorno vide un bambino seduto sul marciapiede con l'aria triste, ma così triste, che non seppe resistere alla tentazione di strappargli un sorriso.
-Che ti è successo?- gli chiese gentilmente avvicinandosi a lui.
-La mamma non mi vuole più bene- rispose il piccolo con l'aria rassegnata-. -E' nato un fratellino e ora lei guarda solo lui-.
Veronica capì che si trattava solo di un pizzico di solitudine e di gelosia. Tuttavia la tristezza del bambino era sincera e grande. Così la bambina tiro fuori il suo flauto e intonò un motivetto sottile sottile come un filo di fumo, ma allegro come una giornata di sole. La canzoncina si infilo tra le pieghe della tristezza del bambino e la sciolse come neve al sole. Il piccolo cominciò a sorridere e a battere le mani. Non si ricordava neppure più perché prima era triste e cominciò a ballare.
Veronica continuava a suonare, e i passanti cominciarono a fermarsi e a ballare con il bambino. Dopo un pò iniziarono a fermarsi anche le macchine e la strada si trasformò in un carnevale: gente che ballava qui, gente che saltellava là. Un avvocato che aveva un'importante causa in tribunale ballava la mazurca con una barista che aveva lasciato un cappuccino a metà; un meccanico tutto unto ballava il rock con una vigilessa che aveva perso fischietto e il blocchetto delle multe. Un ragioniere in piedi su una panchina sbriciolava fogli e fogli di carta per fare coriandoli.
Tutti si fermavano a sentire Veronica. Tutti si fermavano a ballare.
Tutti, proprio tutti, anche il sole. Infatti, alle sette di sera, il sole era ancora alto in cielo, ascoltava il flautino di Veronica.
A un tratto la bambina si accorse che si era fatto tardi, anzi tardissimo, è così mise in tasca il flauto e corse verso casa come una lepre inseguita da una volpe.
Il Carnevale si bloccò come una macchina a cui si sia fermato il motore: i ballerini, per un attimo, si guardarono attorno smarriti, quasi non capissero perché erano lì. Solo un attimo però, perché l'attimo dopo il sole, non più trattenuto dalla musica di Veronica, si abbassò sull'orizzonte e sopraggiunsero le ombre della sera.
L'avvocato si mise a cercare la sua cartella assieme alla vigilessa che cercava il fischietto, la barista tornò i suoi cappuccini e il meccanico andò a casa a lavarsi finalmente le mani.
Il ragioniere invece si era sdraiato sulla panchina e dormiva. Nel sonno risentiva in sogno le notte del piccolo flauto e sorrideva felice...
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